Pagina:I Duelli Mortali Del Secolo XIX, Battistelli, 1899.djvu/308

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Ciò dico, perchè a cagione di questa terza uccisione in duello, il capitano Cingia fu da una parte della stampa sospettato provocatore ingiusto e peggio di questo nuovo duello.

Egli, il capitano Cingia, aveva tutte le ragioni per resistere fino all’estremo alla sfida: poichè, per una fatalità che pare lo perseguiti, duellare con lui vuol dire quasi certa morte per i suoi avversarî.

Messo, successivamente, di fronte a’ suoi avversari, il capitano, con un gran taglio alla faccia, segnava per la vita il signor Marsich, e con una puntata al polmone poneva fuori di combattimento il Donado.

I medici presenti allo scontro constatarono subito la gravità delle ferite; ma credettero opportuno di trasportare i sofferenti a Como, anche per sottrarlo alle noie e alla severità delle leggi svizzere contro i duellanti.

Ma a Como, mentre il signor Marsich guariva perfettamente, il signor Donado andava aggravandosi, e l’11 di ottobre cessava di vivere.

Chi vide in quei giorni a Reggio Emilia il capitano Cingia, affermò che il suo stato morale era abbattutissimo, e che una tristezza immensa ed inconsolabile lo aveva invaso.


1899. Tenente Schlieckmann e Tillemont; Tenente Koepe e Klöevekorn; Oberschaller e Tutuoki. — La corte marziale di Metz agli ultimi di gennaio condannava a due anni di detenzione in una fortezza il tenente Schlieckmann, per avere ucciso, poche settimane prima, in duello alla pistola, il giovane Tillemont, figlio del concessionario dei mulini di quella città.

Il padre dello sventurato giovane cercò conforto al suo dolore nella carità ed in memoria dell'adorato figlio consegnava all’ufficio di beneficienza pubblica mille marchi.