Pagina:I Duelli Mortali Del Secolo XIX, Battistelli, 1899.djvu/51

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vera jettatura, perchè da quel giorno tutte le imprese tentate gli andarono a male.

Pochi erano rimasti, tra gli amici, quelli che lo salutavano, e se gli stendevano la mano, evidente in loro era il ribrezzo che provavano. Mira, tutto vedeva, tutto osservava e doveva tacere! Mira aveva una posizione, un impiego onorevole e lucrativo e lo perdette; Mira aveva una sostanza e rimase presto povero; Mira aveva una casa, ma dopo la morte di Dovalle più non l’ebbe. Da quel giorno Mira condusse vita randagia e vagabonda, vivendo di stenti, trascinando nella sua miseria una giovine donna amata e stimata da tutti. E quando Mira mori, tutti esclamarono: povero Dovalle! L’emozione per la morte di Dovalle fece scrivere a Dumas, nel Journal de Paris, queste parole:


2 dicembre 1829.

«Non vi par terribile, indegno anche che nel secolo nostro si vada a duellare sino alla morte per una parola sconveniente, spesso involontaria? Non è roba degna del carattere e della lealtà francese, sparare contro un uomo che può considerarsi disarmato allorché sta per ricevere il colpo fatale. Generalmente i russi si battono con la pistola; ma al duello non ricorrono che in casi estremamente gravi nei quali restano offesi l’onore vero o i più cari affetti. Ma noi, più ardenti, più facili a prender fuoco, facciamo troppo leggermente un punto d’onore di provare che non siamo secondi ad alcuno in fatto di coraggio; ma, bisogna confessarlo, questa specie di combattimento non ha un giusto mezzo tra il ridicolo e l’orribile». E consiglia i duelli alla spada!


1830. Il bianco e il nero. — Dopo la rivoluzione del 1830 negli Stati Uniti d’America, tra coloro che non ebbero il buon senso di non emancipare i negri, chi può contare quanti furono i morti in duello?