Pagina:I Nibelunghi, Hoepli, 1889, I.djvu/200

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I Nibelunghi 129

255Che scintillar vedeansi lunge. Intanto,
Agli eroi mo’ venuti alte minaccie
Si fean per vano ardir; n’eran turbati
Ed Hàgene e Dancwarto, e questo in core
Avean grave pensier quale del sire
260Esito avrìa l’ardita impresa. A noi,
Elli pensâr, non fia giocondo assai
Questo nostro viaggio in questa terra.
     Ma l’uom leggiadro, principe Sifrido,
Pria che alcun s’avvedesse, era frattanto
265Tornato al navicello in che la sua
Cappa rinvenne alto riposta. Ratto
Alla persona ei la gittava attorno,
E niun di ciò s’avvide. Ei ritornavasi
Rapido a dietro e molti prodi accolti
270Là rinvenìa dove a’ suoi aspri ludi
Già s’apprestava la regina. Venne
(Per sottil’arte ciò accadea) di tutti
Invisibile al guardo, e niun di tanti
Là intorno accolti lo scoverse allora.
     275Già segnato era il cerchio ove dinanzi
A molti arditi eroi, che furo addotti

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