Pagina:I Nibelunghi, Hoepli, 1889, I.djvu/206

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I Nibelunghi 135

Fu corruccio ai Burgundi. Oh! per le mie
370Armi, Hàgene disse, il mio signore
Qual donna mai si fece amante! Certo
Ch’ella dovea laggiù, nel buio inferno,
Al diavolo maligno andarne sposa!
     Alle candide braccia ella frattanto
375I bracciali si cinse, e incominciava
L’ampio scudo a brandir, levava in alto
Il giavellotto, e l’orrida tenzone
Al principio venìa. Già di Brünhilde
Temean lo sdegno e Sifrido e Gunthero,
380E se accorso in aita allor non fosse
Prence Sifrido, a re Gunthèr la vita
Ella rapita avrìa. Furtivamente
Ei s’accostò, la man toccògli, e il sire
Con suo sgomento assai di tale astuzia
385S’avvide allor. Chi mi toccò? pensava
L’uom valoroso e guardavasi attorno
Da tutte parti, nè vedea che alcuno
Là si stesse davver. Disse Sifrido:
     Sifrido mi son io, l’amico tuo
390Diletto e caro. Ben dêi tu, dinanzi