Pagina:I Nibelunghi, Hoepli, 1889, I.djvu/284

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I Nibelunghi 213

Genti vi sono. Ricusar la mia
Donna diletta l’assegnata parte
35Può sì, qual darle disïate. Il serto
Debbe recar di regnatrice, e quando
Viver dato mi sia, ricca più assai
D’ogni vivente ella esser dee pur anco.
Ma per ciò che da voi mi verrà ingiunto,
40Di tutti qui son io servo fedele.
     Donna Kriemhilde così disse: Allora
Che ricusar v’è caro esto retaggio,
Non così lieve per gli eroi Burgundi
Sen va cotesto, perchè un re con seco
45Volentier non li adduca alla sua terra.
Così adunque dividali la mano
De’ miei dolci fratelli. — E tu, dicea
Sire Gernòt, quale più vuoi ti prendi.
Mille ti darem noi di trentamila
50Uomini prodi, e siano alla tua casa
Addetti e ligi. — Incominciò Kriemhilde
Messi a invïar da Ortwin, d’Hàgene ancora
Ch’è di Tronèga, s’elli e lor congiunti
Esser vorrìan ligi a Kriemhilde. Assunse