Pagina:I Nibelunghi, Hoepli, 1889, I.djvu/356

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I Nibelunghi 285

Vi cacciavano; rossi per il sangue
35Del prato i fiori. E s’io piango sì forte,
Io n’ho vera cagion. Temo d’assai
Qualche trama funesta ove qualcuno
Abbia offeso chi noi possa d’un odio
Mortale perseguir. Deh! signor mio
40Diletto a me, restate! Io vel consiglio
Con tutta fede. — O mia diletta, ei disse,
Fra giorni brevi tornerò. Nè alcuno
Di questa gente so, che a me del core
Porti alcun odio. I tuoi congiunti tutti
45Benevoli mi son, tutti ad un grado,
Nè da que’ prodi inver diverso affetto
Io mi mertai. — No, no, prence Sifrido!
Io temo il tuo perir! Male sognai
In questa notte, e come due montagne
50Su te cadean dall’alto, e come poi
Non ti vidi mai più. Che se tu vai,
Intima doglia ciò mi fa nel core.
     Cinse de le sue braccia la preclara
Donna Sifrido e la bella persona
55Amoroso baciolle. Ei si prendea