Pagina:I Nibelunghi, Hoepli, 1889, I.djvu/385

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314 I Nibelunghi

100Tocca vicino assai. — Rizzossi allora
Sigmundo e disse: Che son mai gli affanni
Di Kriemhilde leggiadra, onde tu meco
Parola festi? — E il messaggier rispose
Col pianto: Oh! non poss’io questo celarvi!
105Certo che ucciso è il re di Niderlande,
Sifrido ardimentoso! — Oh! lascia, lascia
Questo gioco, dicea prence Sigmundo;
Lascia pel cenno mio queste novelle
Triste cotanto, per che voi diciate
110Ad alcun ch’egli è ucciso. Io penso e credo
Che cessar non potrei, fino alla morte,
Di piangerlo. — Se a me, per quel che a dire
M’udite qui, voi creder non volete,
V’è d’uopo udir, voi stessi, di Sifrido
115Pianger la morte Kriemhilde e con lei
I famigliari tutti. — Alto sgomento
Sigemundo n’avea. Di ciò il toccava
Alta rancura, e tosto dal suo letto
Egli balzò con cento de’ suoi fidi.
120Questi in man si togliean le lunghe e acute
Armi rapidamente e dietro a’ pianti