Pagina:I Nibelunghi, Hoepli, 1889, I.djvu/389

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318 I Nibelunghi

La nobile regina, anche ingiugnea
Che dovesser cotesto i valorosi
190Prodi evitar; perchè lasciar l’impresa
Ei non volean, ciò fu dolor per lei
Vero, ch’ella dicea: Prence Sigmundo.
Tal disegno lasciate in fin che meglio
Ciò convengasi a noi. Soltanto allora
195Vendicherò con voi lo sposo mio,
Per sempre. E se di tanto io sarò certa,
A chi a me lo rapì, d’alta rovina
Io cagione sarò. Qui, presso al Reno,
Molto v’ha di spavaldo, e non vogl’io
200Consigliarvi per ciò scontri e battaglie.
Contro un solo di noi trenta gagliardi
Hanno costoro. Faccia Iddio che tale,
Quale mertâr, tocchino il fine! Intanto
Voi restar qui dovete e qui con meco
205Quest’angoscia portar. Tosto che aggiorni,
Voi, cortesi campioni, il mio diletto
Sposo a por m’aitate in sepoltura. —
Ciò sarà fatto, rispondean gli eroi.
     Non potrìa dirvi alcuno interamente