Pagina:I Nibelunghi, Hoepli, 1889, I.djvu/393

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
322 I Nibelunghi

Là ’ve trovar l’estinto, ambo cotesti,
Gernòt, fratello di Kriemhilde, e ancora
Giselhèr giovinetto. Ei veramente
Piangean con gli altri il prode, elli nell’intimo
280Piangean l’uom di Kriemhilde. Ora la messa
Dovea cantarsi, e d’ogni parte intorno
Corsero al monastero e donne e infanti
Ed uomini con essi; anche chi poco
Avea danno in cotesto, il pro’ Sifrido
285Allor piangeva, e Gernòt e Gislhero
Così dicean: Sorella mia, se questo
Esser debbo così, dopo la morte
Di lui ti racconsola, e noi di tanto
Vendicarti vogliam per tutto il tempo
290Che vivrem noi. — Ma niuno il suo conforto,
In tutto il mondo, render le potea.
     A mezzodì fu l’arca preparata,
E tosto da la bara ove giacca,
Egli fu tolto. E non volea la donna
295Lasciarlo seppellir, sì che gran doglia
Di tanto aver dovean le genti tutte.
Ma, poscia, avvolto in ricchissimo drappo