Pagina:I Nibelunghi, Hoepli, 1889, I.djvu/398

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I Nibelunghi 327

E a lamentar fu visto. Alto gemendo
Il popolo n’andava appo l’estinto,
E niuno inver, non uom, non donna, allegro
Là si mostrò. Fu letto e fu cantato
390Pria che quel forte in sepoltura andasse;
Oh! quanti a quell’avello erano intorno
Buoni cherci affollati! Or, pria che giungere
Di Sifrido la donna a quella tomba
Così potesse, con sì gran dolore
395Ebbe a lottar quel corpo suo fedele,
Che del fonte più volte a lei sul viso
Furon l’acque spruzzate. Era ben forte,
Grande soverchio, quell’angoscia sua,
E alto prodigio fu davver che i sensi
400Potesse ricovrar. Molte là presso
Erano ancelle sue, piangenti e triste,
E la regina così disse: Voi,
Uomini di Sifrido, a me dovete
Sola una grazia per la fede vostra!
405Deh! concedete che piccola gioia
Dopo il mio duol mi tocchi, ond’io quel suo
Leggiadro capo anche una volta miri!