Pagina:I Nibelunghi, Hoepli, 1889, I.djvu/408

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I Nibelunghi 337

Gli uomini di Sigmundo. Oh! Sigemundo
Con qual giusto dolor si separava
Da regina Kriemhilde! Angoscia vera
115Nota allor gli si fe’. Deh! sciagurata
Festa! gridò l’inclito sire. Mai
Non accade in tripudi o passatempi,
Quanto ei accadde, a principe od a’ suoi
Regi cognati! Appo i Burgundi alcuno
120Mai più non mi vedrà. — Dissero allora
Apertamente di Sifrido i prodi:
     A questa terra avverarsi potrìa
Il vïaggio per noi, tosto che il reo
Veramente ritrovisi per noi
125Che il sire ci uccidea. Fra’ lor congiunti,
Forti nemici avranno i tristi e assai!
     Baciò Kriemhilde Sigemundo. Oh! quanto
Pietosamente ei favellò, restarsi
Poi ch’essa volle, ed ei ciò vide ancora
130Veracemente! A casa, egli dicea,
In nostra terra, cavalcando andremo,
Senza conforto. Qui soltanto in pria
Ogni mia doglia mi fu nota. — Andaro

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