Pagina:I Nibelunghi, Hoepli, 1889, II.djvu/181

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540 I Nibelunghi

Questo sì v’era d’uopo in questa terra
140D’Ètzel recarmi. — Veramente, o mia
Donna Kriemhilde, sono molti i giorni
Ch’io del tesor de’ Nibelunghi alcuno
Pensiero non mi do. Mi fean precetto
Questi signori miei sì d’affondarlo
145Nel Reno, e là si rimarrà il tesoro
Fino all’estremo di veracemente.
     Cotesto anche pensai, disse la regia
Donna; e poco davver qui mi recaste
In questa terra, ben che mio possesso
150Quello si fosse ed io n’avessi cura
Intanto sempre. Molti giorni, in tutto
Questo tempo, n’ebb’io dolenti e foschi.
     Ed io vi porto il diavolo! rispose
Hàgene allora. In su la targa mia
155E sull’usbergo molte cose assai
Degg’io portar. Lucente è il casco mio,
Fra le mie mani sta la spada, e questa
Non abbandono mai. — A tutti, allora,
I cavalieri la regina disse:
     160Niuno in la sala porti l’armi sue.