Pagina:I Nibelunghi, Hoepli, 1889, II.djvu/331

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690 I Nibelunghi

Ma il prence ne ingannò. Cura la pace
Quei sì che vendicar qui ci dovea.
     Volkèr le rispondeva, il cavaliero
Aggraziato e gentil: Deh! che non tale
575Va la faccenda, o di nobile sire
Inclita donna! Se ardimento avessi
Io d’affermar che mentesi costei
Nobile tanto, sì direi qui ancora
Che in diabolica foggia per Rüedgero
580Ella mentì. Per questa pace ei sono,
Egli e que’ prodi suoi, tutti delusi;
Ed egli di tal ferma volontade
Fe’ ciò che indisse quel suo prence a lui,
Che qui si giace co’ famigli suoi
585Morto. Dattorno or vi guardate voi,
Donna Kriemhilde, a chi volete ancora
Dar li comandi vostri. Ecco, servito
V’ha fino a morte eroe Rüedgero. E quando
Non crediate cotesto, a voi cotesto
590Altri farà veder. — Questo si fea
Del cor di lei per strazio e per tormento,
Che tosto il morto eroe là ’ve il suo prence