Pagina:I Nibelunghi, Hoepli, 1889, II.djvu/371

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730 I Nibelunghi

Che ove disciolto con l’uom suo fidato1
220Lasciato avesse il re, tutti là innanzi
Dovean morti giacer quanti incontravano.
     Lui dunque di sue mani si prendea
Dietrico da Verona, e sì l’addusse
Avvinto là ’ve ancor trovò Kriemhilde.
225Dopo l’angoscia sua, così cacciata
Iva da lei sua cura, ed ella disse;
     Voi benvenuto, o dal burgundio suolo
Gunthero! — E quei rispose: A voi degg’io
Chinar la fronte, o nobil mia sorella,
230Se con favor sincero esser mai puote
Il vostro salutar. Ma so, regina,
Che crucciata voi sête, e poco assai
Ad Hàgen fa ed a me vostro saluto.
     Donna d’inclito re, disse quel prence
235Ch’è da Verona, mai non fu captivo
Illustre cavalier quanto costui
Che a voi qui affido, nobile signora.
V’è d’uopo intanto questi due tapini

  1. Hagene.