Pagina:I Nibelunghi, Hoepli, 1889, II.djvu/81

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440 I Nibelunghi

Chè illustri assai son li congiunti miei.
E però m’è dolor che raro assai
100Prendonsi cura di vedermi. Intanto
Odo la gente non chiamarmi in altro
Nome che in quello di straniera donna.
     E re Ètzel dicea: Dolce mia donna,
Se troppo lungi a voi non sembra, a quale
105Qui volentier vedreste in la mia terra,
Di là dal Reno farò invito. — Allora
Gioì la donna, chè toccò sua brama.
     Signor mio, rispondea, se fè mi date,
A Worms di là dal Reno è d’uopo a voi
110Messaggieri invïar. Ciò ch’io pur bramo,
A’ miei congiunti farò noto; e ratto
Molti verranno qui alla terra illustri
E buoni cavalier. — Fate che avvenga
Ciò che v’è caro, egli dicea. Davvero!
115Che volentier così, com’io vedrolli,
Voi non potrete qui mirar que’ vostri
Congiunti, d’Ute glorïosa i figli;
E ciò crucciami assai, ch’elli sì a lungo
Ci sian stranieri. Che se a te ciò piace,