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I Vicerè 183

più che col vero nome. I Fiammona si chiamavano i Caratelli, perchè corpacciuti come mezze botti; i San Bernardo Piange le fave, allusione alla miseria in cui erano ridotti; i Currera Tignosi perchè tutti con le teste calve come palle da bigliardo; i Salvo Mangia Saliva, altri peggio ancora. Il principino, a corto di argomenti, gridava ai compagni: «Oh, dei Pancia-di-crusca!... Oh, dei Cute-di-porco!...» e quelli, non potendogli rendere pane per focaccia, giacchè il nomignolo degli Uzeda, I Vicerè, diceva la loro antica potenza, se lo mettevano sotto, quando riuscivano ad agguantarlo, e lo pestavano bene. Frà Carmelo accorreva, con le mani in testa, per liberare il suo protetto e predicar la pace, l’amore reciproco, l’attenzione allo studio.

Durante le lezioni, quando si dava la pena di stare attento, Consalvo capiva tutto e raccoglieva lodi e premii, ma del resto non c’erano castighi, chè i maestri lettori, tutti preti di bassa estrazione, non osavano neppure dar dell’asino agli scolari. Il Priore, in segno di soddisfazione pei buoni rapporti del Maestro, veniva a trovare qualche volta il nipote al Noviziato, portandogli regali di dolci e di libri sacri; don Blasco, al refettorio, gli dava qualche scappellotto, a modo di carezza; ma la prima volta che Frà Carmelo lo condusse al palazzo, in permesso, per mezza giornata, tutta la famiglia, riunita per la circostanza, gli fece gran festa.

— Che bel monachino!... Che bel monachino!...

La principessa, dolente di non averlo più con sè, ma rassegnata come sempre ai voleri del marito, se lo mangiava dai baci, l’abbracciava stretto stretto con tanta maggior forza quanta maggiore repulsione le ispiravano gli altri; donna Ferdinanda anche lei, venuta apposta al palazzo, gli prodigò molte carezze; Lucrezia, placatasi ormai che non correva più pericolo di vederselo in camera, gli diede confetti e biscotti; il principe, senza smettere l’abituale severità, lodò i figli obbedienti. Don Eugenio fece una predica intorno ai benefizii dell’istruzione; perfino lo zio Ferdinando scese dalle