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208 I Vicerè

al Casino dei Nobili ad avvertire il padrone, che aveva messo lì il suo quartier generale, delle uscite di donna Isabella: così egli la seguiva egualmente da per tutto. Del resto, l’avvicinava ancora alla carrozza e le faceva visita al teatro le rare volte che non c’era la suocera; perchè, sordo agli ammonimenti materni, dolente degli ingiusti sospetti, il marito era con lui come prima, anzi gli faceva maggiori dimostrazioni di amicizia, quasi a scusarsi della condotta della madre, e veniva assiduamente al palazzo. Tutti gli Uzeda pareva si fossero data la voce per proteggere e secondare quei due. Mentre essi parlavano fra loro, in un angolo, il principe o donna Ferdinanda stavano a chiacchierare con Fersa, lo conducevano in un’altra stanza; la zitellona andava attorno con donna Isabella e quando incontrava il nipote si fermava per dargli l’agio di stare con l’amica; meglio, la invitava più spesso a casa e Raimondo non tardava a sopravvenire. Si vedevano anche dagli altri parenti dei Francalanza, dalla duchessa Radalì, dai Grazzeri, più spesso dalla cugina Graziella che era divenuta grande amica di donna Isabella. Tutti poi cospiravano per non lasciare accorgere di nulla la contessa; però, avvertita da una specie di senso divinatore, Matilde comprendeva che suo marito le sfuggiva; e dal dolore si struggeva in pianto. Ora che la sua bambina stava meglio, che ella avrebbe potuto respirare tranquilla, quel pensiero non le dava più pace. Ella sapeva che, a contrariarlo, Raimondo s’incaponiva peggio nei suoi capricci; che, se v’era un mezzo di ridurlo, questo consisteva nel lasciarlo fare di suo capo, ma come rassegnarsi a saperlo pieno di un’altra, a sentirsi un’altra volta guardata con occhio tra curioso e compassionevole da Lucrezia, dalla marchesa, dagli estranei, dai servi? E gli si stringeva al fianco timida e supplice, gli diceva la sua gelosia, lo scongiurava di non farla soffrire se era vero che non pensava a quella donna....

— Maledetto paese! — esclamava con voce concitata suo marito. — Chi mette fuori queste infamie? Sei