Pagina:I Vicerè.djvu/47

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I Vicerè 45

pete come succede quando si è in molti.... quando bisogna dar conto a tanti.... ― E poichè suo fratello il Priore se ne andava anche lui, insieme col Vescovo, li avvertì entrambi, essendo Monsignore un altro dei testimoni.

― Fate, fate voialtri.... ― disse il Priore, disinteressato. ― Che bisogno avete di me?

Ma Giacomo protestò:

― No, no; che vuol dire! Bisogna fare le cose in regola, per soddisfazione di tutti....

Siccome annottava, molti andavano via. Padre Gerbini, quantunque il Priore avesse dato l’esempio, restò ancora un poco a cicalare con le signore; poi se n’andò anche lui. Restò, sbraitando contro i rivoluzionari e la cognata morta, don Blasco, che rientrava sempre l’ultimo al convento.

Adesso i servi accendevano le lampade; e con le finestre chiuse, il calore diveniva intollerabile nella sala. La contessa si sentiva mancare e non vedeva più il marito che aveva seguito donna Isabella nella Sala Rossa a discorrere di Parigi. Ancora una volta ella aveva accanto lo zio Eugenio e don Cono, i quali continuavano a sviscerare le antiche cronache cittadine e citavano con linguaggio fiorito roba latina.

― I funeri di Carlo V furono celebrati a presenza del Vicerè Uzeda....

― La real cappella tolse luogo nel nostro Duomo, ove fu eretta un’altissima piramide ornata di busti e personaggi, fra i quali l’Italia, la Spagna, la Germania e l’India....

― Per lo appunto; anzi la epigrafe suonava così:


India moesta sedet Caroli post funera Quinti....


― E il disvenamento del corsier favorito?

― Pei funerali di nostro nonno, alla più corta! Quando morì il principe nostro nonno, si svenò il suo cavallo di coscia....