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548 I Vicerè

un giorno sarebbero venuti a dirle: «Sai, bisogna che tu sposi chi non ti piace?...» E perchè, poi? perchè volevano darle quell’altro e non chi aveva il suo cuore?

— Pel tuo meglio! — esclamava la madrigna, — abbiamo fatto questo pel tuo meglio! È il primogenito, sarai duchessa, i tuoi figli avranno due titoli da dividersi, mentre con l’altro non ne resterà loro nessuno... Ed è anche più ricco; non molto, è vero; ma c’è tuttavia una differenza!... E la figlia del principe di Francalanza non deve sposare un oscuro secondogenito come una qualunque!...

Che le importava di ciò! Se ella aveva dato il suo cuore a Giovannino? Se non aveva mai pensato che l’altro fratello, così grossolano, così brutto, potesse essere suo marito?

— Ma tu non sai, — riprendeva la principessa, — che neppure la zia duchessa consentirà al matrimonio di Giovannino, ancora quando noialtri acconsentissimo, come io vorrei acconsentire, per farti contenta? Non sai che la zia vuol dar moglie al solo primogenito? Questa è la legge delle nostre famiglie; che anzi, se i tempi non fossero mutati, Giovannino non avrebbe neppur pensato a inquietare una ragazza come te, sapendo di non poterla sposare!

— No, no!... — proruppe allora Teresa fra le lacrime; — non l’accusate; sono stata anch’io... gli vo’ bene anch’io....

— Andiamo!... — fece la madrigna con un sorriso pieno d’indulgenza; — fantasie di ragazzi, cose che passano!... No?... — riprese con un altro tono, vedendo che il muto pianto di Teresa ricominciava. — Ti ostini a dare un dispiacere a tuo padre? Come se gliene mancassero?... E allora diglielo, che non lo vuoi!

— Io, mamma?...

— Vuoi dunque che tocchi a me dargli questa grata notizia?... E sia! Anche a me dispiace il tuo rifiuto, sai... ma, ma, ma.... non sono tua madre!... È giusto che a te come a tuo fratello non importi il mio piacere o il mio dispiacere....