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I Vicerè 559

sogno divino. In occasione di pestilenze e d’altre pubbliche e private calamità, la Beata Uzeda ha operato innumerevoli miracoli, come fu provato dinanzi ai Sacri Tribunali di Roma. A tal uopo pubblichiamo qui per la prima volta il processo della Sua canonizzazione, che abbiamo potuto procurarci grazie all’alta intercessione dell’Eminentissimo Cardinale Lodovico Uzeda, preclaro discendente della Beata.»

E quella lettura, la solennità del centenario, i discorsi del confessore e della madrigna e della zia monaca, la malattia del padre, la stessa esaltazione dello zio Lodovico alla suprema dignità ecclesiastica avvenuta in quei giorni, tutto concorse a piegare, come cera, il cuore di Teresa... La costringevano forse a sposare un mostro, come avevano costretto, nei tempi, la Santa? Michele non era un mostro, era un buon giovane; e i parenti non la costringevano, le tenevano il linguaggio della persuasione, le consigliavano la virtù dell’obbedienza, parlavano pel suo bene, per la pace delle due famiglie, per la salute di suo padre, ammalato — dicevano — dai tanti dispiaceri. La incitavano a non seguire il tristo esempio di Consalvo; le promettevano ogni ricompensa terrena e celeste... E poi, quella solennità del centenario, la cerimonia del terzo giorno, l’adorazione della salma! Ella s’era accostata all’altare per la comunione, aveva ricevuto l’ostia, mentre le spire dell’incenso e il profumo dei grandi mazzi di fiori imbalsamavano l’aria, e le campane squillavano a festa, e l’organo cantava, grave e potente. Quante fronti umiliate, quante preghiere mormorate dinanzi alla Santa, a cui ella era stata paragonata! Ma un infinito terrore la stringeva, da lungo tempo, da tanti anni, all’idea di dover vedere la morta, il secolare cadavere, quasi che per un nuovo mostruoso prodigio il corpo esanime potesse sollevarsi dalla bara, infrangere i vetri, afferrarsi ai viventi spandendo attorno l’odore nauseabondo dei balsami corrotti... E in mezzo alla folla che aprivasi rispettosamente sul loro passaggio, mentr’ella avanzavasi verso la cappella tutta lucente, il