Pagina:I pericoli della Fede.djvu/8

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nello stesso tempo rischiarando le loro menti cogli splendori della cattolica verità, li recò con potente impulso alla pratica della giustizia, della misericordia, alle opere più magnifiche di pietà verso Dio e di beneficenza verso gli uomini. Di che sorsero nelle principali città italiane tante sante basiliche ed altri monumenti delle età cristiane, i quali non furono già l’opera dolorosa di una moltitudine gemente nel servaggio, sì veramente il libero frutto di una carità vivificante. Al che voglionsi aggiungere le pie istituzioni d’ogni maniera consacrate sia all’esercizio della vita religiosa, sia all’educazione della gioventù, alle lettere, alle arti, alla savia coltura delle scienze, sia infine al sollievo degl’infermi e degl’indigenti. Tale è dunque quella religione divina, che abbraccia: sotto tanti titoli diversi, la salute, la gloria e la felicità dell’Italia, quella religione che oggidì si vorrebbe far rinnegare ai Popoli della Penisola. Noi non possiamo trattenere le lagrime, Ven. Fr., nel vedere che si trovano in quest’ora degl’Italiani così perversi, così acceccati da miserabili illusioni, che non temono di applaudire alle depravate dottrine degli empii, e cospirare con essi alla rovina della lor patria. Ma voi troppo sapete Ven. Fr., che i principali autori di questa orribile macchinazione hanno per iscopo di spingere i popoli, agitati da ogni vento di perverse dottrine, al sovvertimento d’ogni ordine nelle cose umane, e di traboccarli negli orrendi sistemi del nuovo socialismo e del comunismo.

Ora cotesti uomini ben sanno e il veggono per la lunga esperienza di molti secoli, che e’ non possono sperare nessun assenso per parte della Chiesa cattolica, la quale, custode gelosissima del deposito della Rivelazione, non soffre mai che nè un apice sia tolto od aggiunto alle verità proposte dalla Fede. Quindi è che eglino son venuti nel disegno di trarre gl’Italiani alle opinioni ed alle conventicole dei protestanti, nelle quali (ripetono essi continuamente a fin di sedurli) non si deve vedere altro che una forma differente della stessa vera religione cristiana, in cui si può piacere a Dio egualmente che nella Chiesa cattolica. Frattanto essi sanno benissimo che nulla può tornar più utile all’empia lor causa, che il primo principio del protestan-