Pagina:Ida Baccini, La mia vita ricordi autobiografici.djvu/155

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mente a Edmondo De Amicis perchè parlasse di me al signor Emilio Treves, e a Vittorio Bersezio. Ecco quel che il De Amicis rispose:

«Pregiatisso sig. Ubaldino,

Ho tardato molto a darle una risposta riguardo alla signora che Ella mi ha raccomandato perchè si son fatte molto aspettare le risposte del Bersezio e del Treves ai quali mi sono rivolto. Tutti e due mi hanno scritto che accetteranno con piacere gli scritti della signora e che li pagheranno come son soliti a pagare gli articoli dei collaboratori ordinari dei loro giornali. Il Treves desiderebbe specialmente novelle, bozzetti, piccoli lavori.

La signora Baccini può dunque mettersi in corrispondenza diretta coll’uno e coll’altro. (E. Treves Milano, via Solferino, 11; V. Bersezio, Torino, direzione della Gazzetta Piemontese), anche per sapere da loro precisamente quale compenso le sarà dato. Dopo che ho letto le Memorie di un pulcino e gli altri scritti che Ella mi mandò, non ho più dubitato che la collaborazione della signora Baccini dovesse riuscire molto accetta a qualunque direttore di giornale letterario e procurarle dei guadagni. Se fosse necessario scrivere ad altri giornalisti, non ha che da scrivermi una parola; lo farò con molto piacere. Ma mi pare che due giornali per ora possono bastare. La prego di salutare affettuosamente la signora Emilia e di volermi bene, non dico quanto lo desidero, che sarebbe troppo, ma quanto glie lo consente il suo nobilissimo cuore.

Suo devotiss.
Edmondo De Amicis.