Pagina:Ida Baccini, La mia vita ricordi autobiografici.djvu/51

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una famiglia può menare legittimo vanto. Figuriamoci che effetto doveva fare una partenza per Genova!

Oh le tenere condoglianze delle amiche a mia madre che si avventurava con tanto coraggio sul mare, con una piccola bambina! Sul mare, dove, naturalmente, per due o tre giorni, non avrebbe veduto che cielo e acqua!.. E il bastimento? Aveva la forma di una gran barca, ma dentro era fatto come una casa! C’erano sale, camere, cucine, tutto il necessario... Possibile! Ma se fosse calato a fondo? Se un cavallone l’avesse ricoperto? Se una balena lo avesse urtato con la coda?

Mia madre piangeva e mi stringeva al cuore atterrita, malgrado gl’incoraggiamenti e le impazienze del babbo che aveva viaggiato, lui, e non poteva sopportare quell’assurdo cicaleggio!

Ad ogni modo, partimmo fra il compianto universale sì, ma partimmo, e il 20 di marzo, la fantasiosa fanciullina a cui la bellezza dei verdi poggi «per vendemmia o per aprile festanti» e le seduzioni dell’arte avevano già sussurrata la prima indimenticabile parola, contemplava, attonita e commossa, il gran mare azzurro, pieno d’iridescenze e di misteri.