Pagina:Il Bardo della Selva Nera.djvu/49

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canto terzo. 37

100Con la Perfidia il rompitor de’ patti
Falso Interesse, che del patrio amore
Ha la larva sul ceffo. Evvi di tutte
La più nera, colei che al conio suda
De’ falsati metalli, e di mentito
105Stigma imprime le carte, a cui di tutti
La sostanza è creduta. Han le medesme
Figlie d’Averno orror di questa iniqua.
Evvi ancor l’esquisito empio Diletto
Delle lagrime altrui; evvi l’Orgoglio
110Dei sublimi misfatti; evvi la Rabbia
Delle vane congiure, e degli errati
Calcoli, ed altre d’esecrato aspetto
Tartaree forme; e tutte intorno al capo
Dell’arbitro Britanno un mormorìo
115Fan confuso e feral, quale ne’ boschi
Del Gargaro racchiusi e già vicini
A far tempesta i venti: il rombo n’ode
L’arator da lontano, e sul periglio
Della già bionda spiga impallidisce.
120Tale e più roco è il susurrar là dentro
Delle spietate in quella vasta e scura