Pagina:Il Bardo della Selva Nera.djvu/51

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canto terzo. 39

Su gli atlantici flutti perseguire
145Dell’Ispano e del Franco i galleggianti
Cadaveri, ed il morso empio su quelli
Rinnovar di Tideo. Vede all’orrendo
Atto fuggir le vinte ombre atterrite,
Ed ode in quella un’esultante voce,
150Che su i campi Moravi la vendetta
Del Franco nome a contemplar le chiama.
Ode poscia un lamento, un misto, un gruppo
Di molte voci di dolore e d’ira,
Che d’ogni parte lo percuote; e vede
155Da quei gridi invocata e taciturna
A gran passi venir la domatrice
D’ogni possanza e d’ogni rio, la Morte.
E la vede egli sì, che già ne sente
Ne’ polsi il gelo; e nel morir, più eccelso
160Mira inalzarsi, ahi vista! e più temuto
Del guerreggiato suo nemico il trono,
E al piè di lui preganti colle rotte
Corone in mano i re venduti e vinti.
Al crudele spettacolo d’un freddo
165Sudor si bagna il disperato, un guardo