Pagina:Il Bardo della Selva Nera.djvu/62

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50 il bardo

100Al mio fianco l’acciar: vola il coraggio
De’ miei fratelli a nuove palme, ed io,
Io qui resto? io che tutto ancor non diedi
Alla patria il mio sangue, al mio Signore?
A me l’armi, su via, l’armi. Ed in questa
105Si rizzò, ricercò con gli occhi il brando,
E verso quello la man stesa, il passo
Vacillante tentò; ma non rispose
L’infermo piede alla virtù del core.
     Posto a giacer di nuovo, e in lui sedato
110Quel non saggio desìo, grave lo prese
Per la mano il vegliardo, e così disse:
Figlio, mal serve al Prence suo, chi troppo
Di servirlo s’adopra. Arsa di vero
Zelo hai tu l’alma pel tuo Re? fa stima
115D’una vita a lui sacra. I suoi guerrieri
Sono i suoi figli: sue pur anco adunque
Le tue ferite. E tu le sprezzi? e vanto,
Folle! pretendi di fedel soldato?
Figlio, a che questo intempestivo ardore,
120Questo delirio di valor? Perduto
Temi forse il momento di far chiara