Pagina:Il Bardo della Selva Nera.djvu/78

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66 il bardo

Molto voi feste per la patria, molto
     Per la gloria, per me. D’assai più ancora
     Farete adesso; ch’io vi scorgo in volto
     Già la fiamma d’onor che vi divora;
     85Già il suon dell’armi, già le voci ascolto
     Accusatrici d’ogni vil dimora.
     Ma chi vil può mostrarsi in questo lido,
     Ove ancor suona d’Alessandro il grido?
Quella che incontro torreggiar si mira,
     90È città da quel Magno un dì fondata.
     Colà dentro la grande Ombra sospira
     Dal molle abitator dimenticata.
     Or la sdegnosa raddolcendo l’ira,
     Da que’ merli contenta ella ne guata,
     95E impazïente a vendicar ci chiama
     L’onor prisco già spento, e la sua fama.
Qui molte troveremo orme profonde
     Dell’antico valor. Chiaro il Romano
     Su questo suol fu spesso e su quest’onde,
     100Nè il Franco andrà da quello oggi lontano.
     L’emulaste finora; or se risponde
     L’usato ardir, l’eguaglierete. Invano
     Nol vi prometto. Ditelo, se mai
     Promettendo vittoria, io v’ingannai.