Pagina:Il Bardo della Selva Nera.djvu/80

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68 il bardo

Dalla parte, onde il nembo a noi procede,
     130Tutto è il ciel bujo; dalla nostra è un riso
     Di purissima luce. Il guardo vede
     Quinci un inferno, e quindi un paradiso.
     Giunta là dove nel mar bagna il piede
     Degli Arabi la torre, all’improvviso
     135Tuona la nube, squarciasi, e fuor caccia
     Immenso spettro con aperte braccia.
L’alto capo toccar gli astri parea,
     Ma il piè sotterra s’inabissa. Stende
     Su l’Affrica una man; l’altra spandea
     140Su l’Asia, e parte ancor d’Europa offende.
     Al fianco il brando, al fronte l’elmo avea,
     E sotto l’elmo dell’altar le bende.
     Scosse un gran libro, e il libro che s’aprìo,
     Scritto in fronte mostrò: Voce di Dio.
145Schifosa, oscena, e per gran piaghe impura
     Tutta appar la persona. Ha la sembianza
     Carca di duol, smarrita e mal sicura,
     Quasi senta mancar la sua possanza.
     Mette, e par che riceva la paura
     150Che altrui dar cerca. Cavernosa stanza
     Di rance zanne la livida bocca
     Pestifera mefite intorno scocca.