Pagina:Il Catilinario ed il Giugurtino.djvu/12

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AL CHIARISSIMO UOMO


GIORDANO DE’ BIANCHI


MARCHESE DI MONTRONE




BASILIO PUOTI




Voglio dedicare a Voi, mio egregio amico signor Marchese, questa nuova stampa del Volgarizzamento di Sallustio di Frate Bartolommeo da San Concordio sì per darvi un segno della mia letizia per il vostro ritorno tra noi, e sì per fare che col vostro nome in fronte essa riesca più grata e di maggiore autorità alla nostra gioventù studiosa. Voi ben dovete rammentarvi che questa purissima scrittura del trecento era divenuta rarissima, non essendo stata posta se non una sola volta a stampa l’anno 1790 in Firenze, e che era tutta piena riboccante d’errori. Onde io insieme col nostro egregio amico Saverio Baldacchini avendo conferito diligentemente la versione col testo, ed ajutandoci delle varianti letture di due codici della Laurenziana, l’anno 1827 di tutte quelle gravissime mende la purgammo, e nuovamente la demmo in luce. Ora, essendo tutte spacciate le copie di quella nostra edizione, ho divisato d’imprenderne un’altra, propriamente in servigio de’ giovani che attendono allo studio della lingua e dell’arte dello scrivere. E però da Voi, che siete in quest’arte solenne maestro, e tra’ primi restauratori de’ buoni studii, sarebbemi gratissimo d’intendere se bene sonomi apposto in proporre questa versione del principe degli storici romani in esempio a’ giovani che affaticar si vogliano per divenire un giorno puri ed eleganti dettatori. Dappoichè io avviso che,