Pagina:Il Catilinario ed il Giugurtino.djvu/87

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36 il catilinario

tamente niuna cosa di lui, dicendo ch’egli era nato di tal casa, e ch’egli da sua gioventù avea menata in tal guisa sua vita, che non avea a sperare, e non sperava, se non di bene; e che eglino non pensassono che egli, il quale era uomo che sempre avea curato e amato il comune, e il quale avea fatti beneficii al popolo di Roma, egli e i suoi maggiori, che desse opera contra la repubblica1, conciossiacosachè la servasse M. Tullio avventizio cittadino di Roma2. E avendo questo detto contra il consolo, e anche aggiungendo più, tutti cominciarono a gridar contra lui, e chiamaronlo inimico e patricida (a)34. Allora Catilina furioso disse così: Io, imperocchè da’ miei inimici sono sì maltrattato, farò che lo incendio e il fuoco mio si spegnerà del vostro cadere e del vostro dirovinare5. E ritornossi a casa. Quivi rivolgendo e ripensando molte cose6, che nè aguato contra il consolo valea, e che del fuoco era la città guarnita per lo vegghiare delle guardie; parvegli il miglior fatto lo crescer sua oste, e antivenire a ciò che bisognasse7, prima che le legioni de’ Romani fossono scritte e ordinate contra di lui (b)89. Catilina la sera molto a notte con poca gente andò verso l’oste di Manlio; ma innanzi disse a Cetego e a Lentulo e agli altri, li quali conoscea ardimentosi e pronti, ch’eglino in tutte cose, che potessono, disponessono e confermassono lo stato della congiurazione; e che tostamente brighino d’uccidere il consolo; e che sieno presti a tagliare, e mettere fuoco10, e a tutti altri fatti di battaglia; e che egli cortamente11 con grande oste verrebbe in Roma.

  1. che desse opera contra la repubblica) Dare opera qui è lo stesso che operare.
  2. avvenitizio cittadino di Roma) Avvenitizio è lo stesso che avveniticcio, veniticcio, e dicesi di chi viene d’altronde ad abitare in qualche città o luogo. Si noti che avvenitizio non è registrato nel Vocabolario della Crusca.
  3. (cioè uomo ucciditore, ovvero contrario ai padri e alla patria).
  4. chiamaronlo inimico e patricida) Patricida è lo stesso che parricida, e val propriamente uccisore del padre; ma si piglia ancora in più largo significato, e dicesi di chi uccide la madre, il fratello, la sorella, i figli, il principe, o è destruttore della patria; e in quest’ultimo sentimento è da intendere in questo luogo.
  5. Perchè ben si scorga la bellezza di questo luogo, ecco le parole latine del testo originale di Sallustio: Quoniam quidem circumventus, inquii, ab inimicis praeceps agor, incendium meum ruina restinguam. Impertanto si noti nella traduzione quel dirovinare, che oggi è fuor d’uso, ed è lo stesso che rovinare.
  6. Quivi rivolgendo e ripensando molte cose) Rivolgere, quando significa meditare, pensare, riandar col pensiero alcuna cosa, si suole usar sempre in questi modi: rivolgere in mente, rivolger tra sè, rivolger nell’animo; ma qui, essendo unito a ripensando, è stata dal nostro autore adoperato solo, e nello stesso sentimento di rivolger tra sè; e ripensare non vale pensar di nuovo, ma diligentemente, su una cosa.
  7. e antivenire a ciò che bisognasse) Antivenire è registrato nel Vocabolario della Crusca solo attivamente ed in significato di arrivare innanzi, fare una cosa avanti che altri l’abbia premeditala: ma in questo luogo è adoperato assolutamente, e par debba intendersi per provvedere anticipatamente, come ha pure il latino, che dice: antecapere quae bello usui ferent; e dovrebbe però aggiungersi al vocabolario in questo sentimento.
  8. (E dessi qui intenderete le legioni contenean comunemente da 6666 fra pedoni e cavalieri, e tale alquanti meno).
  9. fossono scritte e ordinate contra di lui) Scrivere, parlandosi di milizie, vale arrolare; e si dice anche descrivere.
  10. che sieno presti a tagliare, e mettere fuoco) Tagliare qui è adoperato assolutamente, e par che stia per fare strage; chè l’originale latino ha: caedem, incendia, aliaque belli facinora parent. Tagliare in questo sentimento non è registrato nel Vocabolario della Crusca.
  11. cortamente) La stampa del 1790 avea certamente: ma noi coll’autorità del testo e del codice laurenziano l’abbiamo mutato in cortamente, che è qui adoperato non nel sentimento in che si trova registrato, ma in quello di in breve, tostamente, di corto.