Pagina:Il Dio dei viventi.djvu/247

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bre, tutta nera di pece con una croce e una lampada spenta a prua.

Dapprima la barca si cullò forte fra due solchi di acqua spumosa, accennando di no, di no; non voglio andare avanti; — poi andò spinta dall’urto dei remi, ma con dispetto, traballando, piegandosi da una parte, tentando di buttar giù la donna aggrappata all’asse del sedile.

Ed ella aveva l’impressione che non dal mare ma dalla barca venisse il pericolo di un naufragio: quel legno nero funebre aveva qualche cosa di diabolico, era cattivo, ritagliato dall’albero del male: eppure ella non sentiva più paura; solo un malessere a tutta la persona, un bruciore che il vento e l’umido del mare non mitigavano.

Bene o male però la barca andava e il vecchio mentre lottava coi remi sorrideva alla donna con un sorriso dolce quasi d’amore che la incoraggiava ma le destava anche un senso di ripugnanza.

Le venne in mente il dubbio che sognasse, che fosse ancora nel suo lettuccio