Pagina:Il Dio dei viventi.djvu/47

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— Eppoi bello! — pensava con tenerezza orgogliosa. — Alto sottile diritto e liscio come un fusto di pioppo: e gli occhi gli ridono di lontano, nel viso pulito come quello di una fanciulla.

Intanto camminava. Il sole era ancora alto ma già in declino verso l’occidente: le ombre si allungavano, lo scintillare delle foglie e dei giunchi si faceva più vivo, l’aria più odorosa.

S’avvicinavano i monti con le loro cataste di massi granitici simili a enormi rovine; le ombre al calare del sole si allungavano tutte in su tentando di arrampicarsi verso le cime.

Adesso il passaggio era popolato di greggie e di armenti, per la vicinanza del fiume il quale mostrava il suo gomito d’argento tra il monte e il principio della valle.

Laggiù era la proprietà del morto, di grande valore appunto perchè confinava con quel corso d’acqua che non veniva meno neppure dopo le lunghe siccità estive e spesso anche invernali.