Pagina:Il Marchese di Roccaverdina.djvu/128

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fin temuto di vedersi di nuovo in balìa dei rinascenti stimoli che gli facevano rimpiangere il passato, quasi la creduta fattura di Agrippina Solmo tornasse a oprargli addosso.

Era anche la conseguenza della decisione da lui presa di far vita nuova, con intendimenti nuovi; di mescolarsi con gli altri, di agire insieme con gli altri, di non rimanere più oltre un’ombra, un nome, come aveva fatto fin allora.

Il cugino diceva benissimo:

— Il paradiso è quaggiù, se sappiamo godercelo!

E, ora, il marchese voleva goderselo, largamente; convinto ormai che appena morti si è morti per sempre. Non se ne sa niente di certo, per lo meno; e poteva darsi, in ogni caso, che nel mondo di là fossero più di manica larga dei confessori di quaggiù.

In quanto a Neli Casaccio... Soccorrendone sotto mano, per mezzo di mamma Grazia, la famiglia, il marchese si era già messo l’animo in pace.

E poichè si trovava là, di faccia alla signorina Mugnos che non osava di guardarlo; e poichè sentiva l’impulso di non lasciarsi sfuggire l’occasione, e il cuore gli predicava: — O ora, o il caso non si darà più, mai più! — egli cercava una parola, una frase con cui riprendere il discorso, quando la baronessa ruppe il silenzio:

— Ebbene? Non vi dite niente? Come se non vi foste mai conosciuti!