Pagina:Il Marchese di Roccaverdina.djvu/130

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a faccia. Siamo due fantasmi venuti fuori chi sa come!... Non vi pare?

— Voglio rinunciare al mio isolamento; voglio vivere come gli altri, in mezzo agli altri.

— Fate bene.

— La zia baronessa vi ha parlato qualche volta....

— La baronessa è buona, e s’illude riguardo a me!

— In che modo? Perchè s’illude?

— Non so che dire. In questo momento mi par di sognare di star qui, a discorrere insieme.

— E non vi dispiacerebbe di svegliarvi e di accorgervi che avete sognato?

— Da anni, non mi dispiace più nulla. Voi sapete quel che è avvenuto in casa nostra. Mi sembra ovvio, naturale che le disgrazie si seguano e si somiglino, anzi, che non si somiglino!

— Bel tempo e cattivo tempo non durano gran tempo! dice il proverbio.

— I proverbi dicono tante cose!

— Riflettete. Se noi ci fossimo incontrati di nuovo un anno fa, io non vi avrei parlato così; forse avrei evitato di rivolgervi la parola. Ero altro uomo un anno fa!... Ero un bruto! Lasciatemelo dire; lasciatemi arrossire davanti a voi! Oggi, tutto mi sembra congiurare perchè ogni cosa si muti per voi e per me. Non sapevo di trovarvi qui. Non credevo che avrei avuto il coraggio di dirvi, e con l’animo con cui ve l’ho detto: ricordate?