Pagina:Il Marchese di Roccaverdina.djvu/222

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chè io so quanto interesse ha preso lei perchè questo matrimonio avvenga), se il suo cuore non sente per me quel che il mio sente per lui„ e le tremava la voce “lasciamo andare! Non vorrei che egli si sacrificasse. Ormai!„ Sempre quell’Ormai! La ho sgridata; ho risposto per te.

— Avete fatto bene, zia.

— Sarebbe assai meglio che cercassi di convincerla altrimenti tu stesso. Non pretendo che, alla tua età, tu ti metta a fare lo spasimante. Ma c’è modo e modo, nepote mio. — È un po’ orso! — le ho detto. Lo addomesticherai tu, lo renderai un altro in poco tempo.

Il marchese non sapeva che rispondere. Sentiva di trovarsi dalla parte del torto. Il suo cuore non era preso, e quando egli pensava a Zòsima gli si agitava poco o niente. Provava un piacevole sentimento, una dolce soddisfazione; non altro. I suoi sensi non vibravano, come gli accadeva se una folata di ricordi, investendolo improvvisamente, gli avvampava il sangue e lo lasciava turbato e sconvolto, con un indefinito senso, che egli non distingueva bene se di rancore o di rimpianto.

Appena la vide entrare però, assieme con la sorella e con la mamma, le andò incontro e le strinse fortemente la mano che ella gli porgeva commossa.

— La campagna dev’essere un paradiso — disse la signora Mugnos.