Pagina:Il Marchese di Roccaverdina.djvu/292

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acquistai piena libertà.... di fare a piacer mio, tante e tante cose erano mutate. Non vi vedevo più da un pezzo. Le nostre famiglie avevano cessato ogni relazione.... La zia però dice bene: Matrimoni e vescovati dal cielo son destinati. È stato proprio così. Non siete contenta che sia stato così?

Oh, se era contenta!

Egli però non poteva far a meno di rammentare, di paragonare; e Zòsima gli appariva troppo riserbata, troppo fredda in confronto dell’altra a cui involontariamente correva il pensiero. Se ne adontava quasi commettesse in quel momento un sacrilegio, ma non poteva distrarsi, non poteva scacciar via il fantasma che gli si ripresentava con tanti particolari da cui a poco a poco gli venivano ridestati nell’animo altri ricordi che egli aveva creduto dovessero essere annientati dal solo fatto che Zòsima era sua legittima moglie.

E quando la marchesa gli ripeteva, affermativamente, con gentile carezza della voce: — Saprò farvi dimenticare tutto! — egli rimaneva male, si sentiva rimescolare, cercando di intendere che mai ella volesse significare con la parola tutto.

Pur troppo non riusciva a dimenticare! Tornava anzi a sentirsi pesare addosso quell’oscura fatalità, quella continua, vaga minaccia di parecchi mesi addietro; e provava rimorso d’aver messo anche lei nella circostanza di partecipare alle conseguenze di