Pagina:Il Marchese di Roccaverdina.djvu/303

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lettati di giallo, colore dei Roccaverdina, con berretto gallonato.

— Oh!

— Al tempo del nonno, i nostri servitori dovevano vestire così. Mamma Grazia sa dove si trova qualcuna di quelle vecchie livree tarlate e i cappelloni di feltro a soffietto.

— Altri tempi, altri usi.

— Volete che me n’occupi io?

— No; lo manderemo in campagna. Il boaro di Poggiogrande mi diceva appunto la settimana scorsa, che aveva bisogno di un ragazzo.

— Forse sarà meglio pel ragazzo.

— E per noi — soggiunse la marchesa, con lieve accento di tristezza.

Il marchese, in piedi, sorbiva lentamente il caffè, mentre la marchesa, seduta vicino al tavolinetto, agitava, pensosa, col cucchiaino lo zucchero in fondo alla tazza che le fumava davanti.

— Temevo di trovarvi già partito per Margitello, — disse il cavalier Pergola entrando all’improvviso. — Scusate, cugina. Capperi! Mattiniera! Vi credevo ancora a letto. Buon giorno. Una tazza di caffè? Volentieri; non l’ho preso in casa mia per la fretta di venire qui.

— Che cosa è accaduto? — domandò il marchese.

— L’amico.... quello della Sottoprefettura mi ha