Pagina:Il Marchese di Roccaverdina.djvu/336

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Poi era stata distratta dalle cure di scartare, di mettere a posto i mobili, i quadri, gli oggetti diversi che il marchese aveva fatto trasportare in casa dal palazzotto della baronessa lasciato in eredità alla nepote maritata col cavalier Pergola, a cui premeva di uscir presto dal vicoletto dove ora gli pareva di sentirsi mancar l’aria e di non avere a bastanza luce.

La marchesa aveva riposto assieme con quelle di famiglia le gioie antiche, di molto valore, destinate a lei dalla zia. E un giorno che ella ammirava, tra gli altri oggetti ereditati, due vestiti di broccato laminati in oro, della prima metà del settecento, conservati perfettamente con tutti gli accessori e le scarpine - la baronessa li mostrava raramente tanto n’era gelosa - si era sentita fin prendere dalla curiosità di indossarne uno che, a occhio, sembrava tagliato e cucito proprio per lei.

Il marchese, tornato inattesamente da Margitello, l’aveva sorpresa mezza vestita, e l’aveva, con insolita compiacenza, aiutata nel travestimento.

Quel cantusciu si adattava perfettamente alla sua persona. Ma ella, appena terminata di abbigliarsi, e guardatasi nello specchio, si era vergognata della sua curiosità, quasi si fosse mascherata fuori stagione.

— Vi sta benissimo; sembrate un’altra persona — le disse il marchese. — Il marchese grande rac-