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170 il mistero del poeta

d’un’allodola perduta nella immensità serena. Violet si fermò come per ascoltarla. Gli altri discussero intanto se scendere direttamente ad Eichstätt o prendere a destra e scendere per il Parkhaus e le Anlagen.

— Temo — disse Violet — di dovermi riposare un poco al Parkhaus. Sono molto stanca.

Vidi tosto che non si trattava di sola stanchezza. Il suo fidanzato, mezzo tramortito, guardava lei, guardava suo fratello, non sapeva che si fare, aveva manifestamente paura di riuscire importuno per troppo zelo, mentre io subivo il crudele tormento di dovermi mostrare presso che indifferente. Violet desiderò sedere un poco e poi si ripose in cammino appoggiandosi alle sorelle von Dobra. Non diceva cosa si sentisse, ma aveva bisogno di fermarsi a ogni due passi. La signora Treuberg disse piano al vecchio Topler che sarebbe stato bene far salire un medico al Parkhaus. Topler alzò gli occhi al cielo.

— Scenderà con lei — mi diss’egli. — Adesso li accompagniamo sin presso al Parkhaus e poi noi due prendiamo le Anlagen.