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il mistero del poeta 301


Questo Lei involontario, eppure così naturale in quel momento, ci fece ridere di cuore.

Le presi la mano sinistra.

— Questa non può stringere come vorrebbe — disse Violet un po’ tristemente — ma le devi voler bene come all’altra.

Era così elegante quella piccola mano segretamente offesa, così delicata e diafana!

— È la più bella mano che il mondo abbia — diss’io.

— Non dica questo cose — rispose Violet tornando al Lei e arrossendo.

Sorrisi e replicai: — Non le dirò più. — Ella esclamò allora con impeto: — Sì, le dica!

Il mio pensiero passò naturalmente dalla sua infermità a un’altra idea.

— E i tuoi parenti? Cosa dicono? Lo domando perchè mi pare che dovrei scrivere a tuo fratello.

Qui la mia coscienza mi accusa di una colpa che il mondo, ingannato dai nobili sentimenti profusi senza fatica nei miei libri, forse non mi avrebbe attribuita, ma che risponde pur troppo alle intime pravità e miserie della mia natura. Non avevo perdonato a mio fratello le sue ob-