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348 il mistero del poeta

vegetazione e mondi affatto d’erba, avevano un aspetto fra giallognolo e grigio, quasi triste, sotto i boschi vigorosi delle cime. A Oberwesel mi parve veder salire sul vapore, con ombrello e bastone, certo piccolo personaggio da me conosciuto; mi spiccai dalla compagnia e andai a stringer la mano al mio caro amico Topler seniore dopo essermi bene assicurato che Topler juniore non era con lui.

Egli fece, ravvisandomi, un gran chiasso da quel buon Schwabe ch’era, e durai fatica a fargli intendere di star cheto, perchè miss Yves era sul battello e non avevo piacere, desiderando evitarle ogni emozione, ch’ella si avvedesse di lui.

— Geloso, geloso, geloso! — diss’egli. — Avete ragione; era innamorata di me.

Mi raccontò che era andato a Oberwesel a trovare un amico pittore, che aveva visitato non solamente die Katze, ma anche die Maus (due rovine di castelli) e che adesso andava a trovare una signora a Kreuznach, per cui sarebbe disceso a Bingen. Conosceva molto imperfettamente gli avvenimenti di Norimberga e mi domandò