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374 il mistero del poeta


— Lei si sarà opposta? — diss’io.

La signora tacque. Capii dal suo silenzio che non s’era opposta e che ne aveva qualche particolare cagione cui non osava addurre.

— Credo che sia meglio — diss’ella finalmente; — e credo che Violet ne sarà in grado.

Conoscevo la signora Steele per una donna intelligente e savia; piegai il capo sotto il doloroso peso delle sue cagioni segrete. Mezz’ora dopo Violet mi fece chiamare. La trovai affranta, ma in piedi e ferma di partire; e avendo arrischiata una parola per dissuaderla, n’ebbi in risposta che desiderava considerarsi già come mia moglie, che mi ubbidirebbe in tutto, ma che mi pregava di rimettermi, in questo, al giudizio suo. Ella fece quindi uscire con un’occhiata la signora Steele. Capii che voleva raccontarmi l’incontro della Drachenburg e la scongiurai di tacere, di non commuoversi; ella mi abbracciò nascondendo il viso sul mio petto, e dopo un lungo silenzio mi disse con voce soffocata:

— Ti prego, ti prego, andiamo via.

Alcune ore dopo giungevamo, abbastanza felicemente, a Rüdesheim. Durante il viaggio non