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52 il mistero del poeta


— Sì signora.

Mrs. Yves ebbe un tocco di riso argentino.

— Questo è troppo italiano per me — diss’ella.

— Le ho detto — ripresi senza curarmi della sua ironia — che desideravo di conoscerla, ed Ella ha preso forse queste parole per un complimento. Non faccio complimenti. Desideravo di conoscerla solo perchè molti anni sono ho udita la Sua voce senza vedere il suo viso.

Alzò bruscamente il capo dal disegno e mi guardò sorpresa. Adesso l’anima sua non era più del tutto chiusa; gliela potei vedere in fondo agli occhi mentre diceva:

— Dove mi ha udita?

— Questo non importa molto — risposi. — Solo mi rincresceva che una parola indifferente fosse presa per una parola sciocca. Adesso scusi, la lascio disegnare in pace.

Mi congedai così, sentendo il mio vantaggio e non volendo perderlo. Ella fu tentata un momento, lo vidi, di trattenermi, ma non lo fece.

Andai a meditar la mia piccola vittoria nell’ombra del vallone vicino, a ripensar il par-