Pagina:Il Santo.djvu/90

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78 capitolo secondo


«Potrebbero venire anche al secondo» diss’egli. Maria esclamò:

«Lei sa qualche cosa!» e gridò abbasso:

«Noemi! est-ce vous?»

La voce limpida di Noemi rispose:

«Oui, c’est nous!»

Si udì un’altra voce femminile dirle forte:

«Che bambina! Dovevi tacere!»

Maria mise un piccolo grido di gioia e disparve, corse giù per la scala a chiocciola.

«Lei sapeva, professore Dane?» fece Selva. Sì, Dane sapeva, aveva veduto a Roma la signora Dessalle, conosciuta da lui nella sua villa del Veneto, nella villa degli affreschi del Tiepolo. Suo fratello, il signor Carlino Dessalle, era rimasto a Firenze. Lei e la signorina d’Arxel volevano fare una sorpresa, gli avevano proibito di parlare. Il nome Dessalle richiamò alla mente di Selva, in un baleno, quello cui subito non aveva pensato, la presenza di don Clemente, il dubbio che fosse lui l’amante scomparso di quella signora, la necessità di evitare un incontro che poteva essere terribile per l’una e per l’altro. Del colloquio fra sua moglie e il padre egli non sapeva, naturalmente. Intanto si udì Maria scender di corsa il sentiero, poi suonare le esclamazioni e i saluti festosi. Dane, inquieto per la troppo lunga fermata sulla terrazza, propose di scendere. Quelle signore si erano certo servite della