Pagina:Il Sofista e l'Uomo politico.djvu/137

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126 Il sofista.

For. La parte che riguarda l’anima è quella probabilmente che non conosciamo, poichè l’altra certamente la dovremmo intendere.

Teet. Sì.

[224]For. Vogliamo dunque dire1 la musica tutta quanta, la quale suol essere da città a città quinci comperata, e altrove importata e venduta, e la pittura, e l’arte del prestigiatore, e molte altre cose spettanti all’anima, che si importano e si vendono, alcune a scopo di sollazzo, altre anche a scopo serio, le quali cose chi le importi e le venda lo posson far chiamare giustamente mercatante non meno di colui che attenda alla vendita delle bevande e dei cibi.

Teet. Dici verissimo.

[B]For. Dunque anche colui che incetta cognizioni e le scambia con denaro da città a città, lo chiamerai con lo stesso nome?

Teet. Assolutamente.


XI.


For. Ora di questa mercatura dello spirito, forse che una parte non la si potrebbe chiamare giustissimamente ostentativa? E l’altra bisognerà



  1. Mi pare preferibile λέγομεν di W., che continua gli indicativi precedenti, al λέγωμεν degli altri codici più comunemente accettato.