Pagina:Il Trentino.djvu/150

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v. — Le acque: fiumi e torrenti; sorgenti minerali; ecc. 131


avvallato tra profondissimi dirupi fino alle Arche, dove il pelo dell’acqua è a circa 400 m.

In questo tratto percorre 12.8 Km., con una pendenza media di m. 10.5 al Km., e riceve alla sinistra i torrenti Manez, Dalgone e Saon, alla destra il Ridenér e il Lomasone. Di nuovo il torrente si inabissa fra rocce calcaree in una stretta profonda, eletta di Limarò, e, arricchito dall’acque dell’Ambiez e di quelle che il Lago di Molveno, scaricandosi sotto terra, gli porta col Rio di Bondai a sinistra, esce alle Sarche da quelle angustie, in mezzo ad un’aprica valle circondata di ridenti colline. Gli scorre parallelo il Rimon, che esce dal Lago di Toblino e, dopo 4.7 Km. di percorso, si getta in quello di Cavedine, per uscirne tosto in un canale, che s’allaccia al Sarca; nella sottostante pianura conta un solo affluente notevole, il Salagoni, e, serpeggiando maestosamente, si versa e ristagna nell’ampio bacino del Garda. Dalle Arche alle Sarche (263 m.) il torrente è lungo 8.55 Km., con una media pendenza di m. 16.2 per mille, e dalle Sarche al Garda (65 m.) Km. 22.55, con un declivio medio di m. 8.78 per Km.

Complessivamente il Sarca, dalla sorgente alla foce nel Garda, misura 77.2 Km., ha una caduta di 1986 m. ed un declivio medio di 25.7 m. al Km.

Nel Garda riceve molti altri torrenti. Ad occidente scendono dalle Alpi di Val di Ledro: il Varone, famoso per alcune grotte e per la sua cascata, l’Albola e il Ponale. Quest’ultimo esce dal Lago di Ledro presso Molina e percorre la valle omonima. Il Lago di Ledro è alla sua volta nutrito: a S. dal torrente Sut, colle vallette di Bastard e Fontana; ad W. dal torrente Marangla, ingrossato a sinistra dal Sache, dalla Val Croina, dalla Val dei Molini e dal Rio di Concei. Quest’ultimo nasce alle falde della Gaverdina a circa 2300 m. e raccoglie a sinistra le acque di Val Sorda e di Val di Vai e a destra quelle della V. dei Molini. Queste acque, trattenute ad E. da una morena frontale, incisero la barriera per crearsi un emissario (lungo Km. 5.6) il Ponale, che, con un declivio di m. 106 per Km., balza di scoglio in scoglio fino all’alta rupe soprastante il Garda, nel quale s’inabissa con un’imponente caduta.