Pagina:Il Trentino.djvu/160

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V. -Le acque: fiumi e torrenti; sorgenti minerali; ecc. 141

Notevoli mutamenti ebbe a subire il corso della Brenta per opera dell’uomo. Oltre alle notevolissime deviazioni nella pianura padovana e ai numerosi canali costrutti in connessione ad esso, sui quali non possiamo trattenerci, vanno ricordati i lavori intrapresi nel tratto superiore, da Caldonazzo al confine del Regno, per distruggere le dannose paludi alle quali avea dato origine il corso vizioso del fiume.

Nell’anno 1802 fu prosciugato il lago dei Masi e contemporaneamente fu abbassato il livello del lago di Caldonazzo procurandoglisi così un più largo emissario.

Nel 1812 si rettificò nuovamente l’alveo del fiume e lo si abbassò ottenendo così la sparizione di un altro lago paludoso, il lago morto di Roncegno, che infestava l’aria. I lavori furono a più riprese continuati nel nostro secolo ed ora di ristagni dell’acqua non v’è quasi più traccia.

I ponti che traversano la Brenta nel territorio trentino sono tutti di modeste dimensioni; la maggior parte sono in legno e non superano i 15 m. di lunghezza.

11. Appartiene per brevissimo tratto al Trentino il corso di un altro fiume, le cui sorgenti sono a piccola distanza da quelle della Brenta. Esso è l’Astico, che nella pianura unisce le sue acque con quelle del Bacchiglione. Siccome quest’ultimo si trova assolutamente fuori dal territorio trentino, noi ci limitiamo a considerare il bacino dell’Astico, che è il suo principale affluente e che si estende per 665 Kmq. Il limite di displuvio dell’Astico segue la linea di vetta del gruppo Pasubio Scanupia, s’abbassa alla Sella di Lavarono e segue il crinale, che forma l’orlo d’occidente dell’altopiano dei Sette Comuni, per perdersi poi nella pianura bassanese. L’Astico nasce alle falde del Sommo Alto, e precisamente alla Malga della Mora, a circa 1200 m. Nel territorio trentino corre per 14 Km. (con un declivio medio di m. 57 per 1000) ricevendo a sinistra la Val Longa, a destra il Rio Torto, la Val Torra e la Val D’Assa. Uscito dai confini, che esso segna per 7 Km., riceve il Posina; esce ingrossato dai monti e raggiunge la pianura veneta a Breganze. Dal ponte di Breganze in poi corre fra robuste arginature fino a Poianella, dove si getta nel Tesina e con esso raggiunge il Bacchiglione.