Pagina:Il Trentino.djvu/208

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VI. — Il clima del Trentino. 187


La massima pressione ebbe sempre luogo nei mesi di Dicembre e Gennaio, la minima nel Novembre, Dicembre e qualche volta nel Febbraio.

Nel Trentino le forti cadute d’acqua, che cagionarono le più terribili innondazioni, si rannodano alle minime barometriche, che nella media complessiva sono maggiormente frequenti nei due periodi: Marzo-Aprile e Settembre-Ottobre; perciò il Trentino può ascriversi a quella zona, che l’Hann chiama sublitoranea e che serve di transazione fra la zona continentale e la litoranea. E noto che la prima è dominata nell’estate da un'immensa area di bassa pressione ed ha perciò in questa stagione le massime pioggie, mentre i mari attigui si trovano in condizioni opposte, presentando tali fenomeni nella stagione invernale. La zona sublitoranea, che sta di mezzo, partecipa dei fenomeni delle due zone contermini ed ha due stagioni di pioggia e di cattivo tempo: la primaverile e l’autunnale. Più sotto vedremo quale sia il tempo delle maggiori precipitazioni nel Trentino.

Intanto ci piace riportare alcuni esempi, che si riferiscono all’analogia delle basse pressioni colle forti precipitazioni di pioggia.

All’8 e 9 di Settembre del 1882, come pure al 10 di Ottobre del 1888, incombeva sulle Alpi uno strato atmosferico di pressione minima, che veniva dal Nord, e in tutta la zona meridionale alpina si ebbero forti precipitazioni. Altrettanto avvenne al 28-29 Settembre del 1888. Dal minimo, che incombeva sopra la Norvegia, se ne staccò una parte, che traversò le Alpi occidentali per risalire alla sua volta nella pianura padana, producendo così sull’orlo esterno delle Alpi notevoli precipitazioni, che causarono l’inondazione dell’Adige.

4. Temperatura. Basta uno sguardo anche rapido alle medie mensili ed annuali del periodo 1884-95, per scorgere come nel Trentino si distinguano nettamente quattro zone, caratterizzate dalla posizione speciale e dall’altitudine1. Una prima zona,

  1. Diamo in nota gli elementi astronomici e altimetrici di alcune stazioni che, oltre a quelle elencate nella tabella delle medie temperature, verremo accennando in questo capitolo: Caldonazzo (bacino della Brenta) lat. 46° 0', long. 28° 56' E. F.; altit. m. 486; Borgo (bacino della Brenta) lat. 46° 4', long. 29° 8' E. F.; altit. 476; Fiera (bacino del Cismone) lat. 46° 7', long. 29° 29' E. F.; altit. 726 m. (?); Lardaro (bacino del Chiese) lat. 45° 48', long. 28° 20' E. F.; altit. 740 m.; Malè (bacino del Noce) lat. 46° 21', long. 28° 45' E. F.; altit. 770 m.; Corredo (bacino del Noce) lat. 46° 21', long. 28° 35' E. F.; altit. 830 m.; Castel Tesino (bacino della Brenta) lat. 46° 4', long. 29° 18' E. F.; altit. 860 m.