Pagina:Il Vendemmiatore e La Priapea.djvu/44

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36 IL VENDEMMIATORE

XCIX.


    Ma, perchè rare volte uman desío
Di suo molto sperar buon frutto prende,
Senza soccorso d’alcun nume pio
788Che ’l ben ch’egli desía, dona, o contende;
Onde ciascun fa maggior preghi al Dio,
Ch’ha più poter dell’opra, ove egli intende:
Di quì nacquero i tempj e i sacerdoti,
792L’offrir degli olocausti, e il dar de’ voti.

C.


    Perchè de’ campi folta spica mieta
Dà Puglia all’alma Cerere i suoi prieghi,
A Bacco Nola, perchè d’uva lieta
796Grave ogni vite l’amat’olmo pieghi.
Chiama Febo, o (qual io) Bacco, il poeta,
Perchè ’l chiuso pensier in versi spieghi:
Marte il guerrier, Nettuno il pescatore,
800Vulcano il fabbro, e colui ch’ama, Amore.

CI.


    Così molt’altri e molti onora il mondo
Numi benigni, e presti a i desir nostri;
A chi più porge, ed a chi men, secondo
804Più largo o meno altrui par che si mostri;
Acciocchè, donne mie, frutto giocondo
Il soave lavor de’ terren vostri
Dopo tanti sudori a noi riporti,
808Bisogna ch’onoriate il Dio degli orti.