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326 IL BUON CUORE


ziale, saranno testimonio di questa gloriosa dimostrazione al nostro Dio ed al nostro Salvatore.

Quindi tutti coloro che prenderanno parte alla dimostrazione, si considereranno onorati di renderla il più possibile degna ed imponente.

Ognuno può cooperare a ciò, osservando scrupolosamente le prescrizioni emanate dal Comitato apposito, ma ancor più, vi può cooperare, mostrando anche all’esterno, colle preghiere e colla compunzione la fede ed il santo entusiasmo che Io muovono nel profondo della propria anima.

Cerchiamo, ed è ciò che io voglio raccomandare particolarmente a ciascuno di voi, di accompagnare Gesù nel Suo Santo Sacramento, con un cuore puro, mondo da peccati!

Come giubileranno e il nostro Divin Salvatore e la Santissima Vergine- Maria e gli Angeli del Cielo, se noi così prenderemo parte a questo corteo trionfale!

Ed ora, miei diletti fratelli, in una stessa fede, è giunta l’ora della separazione, ora in cui intraprenderete il vostro viaggio di ritorno verso la patria vostra. Vi rincrescerà di certo che questi bellissimi giorni siano passati, che sia giunto il momento della separazione, che dobbiamo abbandonare la bellissima metropoli danubiana.

Però, per quanto ciò vi debba addolorare, potete bene con soddisfazione di cuore intraprendere la via del ritorno, poichè portate con voi un prezioso tesoro, questo tesoro consiste in un consolantissimo ricordo di quello che avete compiuto.

Però noi ritorniamo migliori, fortificati nelle persuasioni della nostra fede e nella devozione al Santissimo Sacramento.

E questo vantaggio non lo vogliamo tenere per noi soli, lo vogliamo partecipare ad altri e così essere propagatori di felicità e di benedizione.

Io qui sento il bisogno di rivolgermi a voi tedeschi, a voi magiari, a voi czechi e polacchi, ruteni e rumeni, italiani sloveni, slovacchi e croati e serbi.

A voi tutti vorrei dire: Portate con voi il prezioso dono della devozione al Santissimo Sacramento nella vostra patria, nelle vostre famiglie per le ore della gioia e per quelle della sventura.

Dopo il vostro ritorno date l’esempio di accostarvi spesso, possibilmente tutti i giorni, alla mensa eucaristica affine di ricevere ivi il cibo dei forti.

Conducete i vostri bambini all’amato Gesù negli anni della loro innocenza, appena sono in grado di potere distinguere il pane celeste dal pane comune.

E voi sacerdoti specialmente dovete più degli altri cooperare, affinchè i frutti del Congresso non abbiano da andare precocemente perduti.

Portate quindi nelle vostre parrocchie un nuovo santo zelo, date ai vostri parrocchiani il buono esempio, fate il possibile per favorire le Comunioni quotidiane e ciò secondando i desiderii e le prescrizioni del S. Padre, non temete le fatiche che per ciò dovrete compiere.

Riportate quindi nei vostri paesi una grande devozione al Santissimo Sacramento. Ciò vi darà forza affine di rimanere fedeli alla vostra fede, e fedeli come figli alla
Chiesa romana. Echeggia, in questi tempi, attraverso alle contrade dell’Austria il grido di Los von Rom!

È il grido dei nemici delle vostre anime, dei nemici della vostra bella patria.

Fortificati nella vostra fede, l’unica vera fede, contrapponete a quel grido l’altro grido: Hin zu Rom! Stiamo con Roma, fermi nella nostra santa fede, fermi nella Chiesa Cattolica, fermi nel Papa, fermi nel Santissimo Sacramento dell’Altare.

Sì: poichè la Santa Eucaristia è il sole della Chiesa, il sole dell’umanità. Essa è la fonte della luce, del calore, della vita, dell’ordine, dell’unità.

Quando questo sole non splende, regnano le tenebre e l’errore, regnano la discordia, la tribolazione e la morte.

La grazia di Dio, la sua benedizione, la sua protezione, scendano sul principe e sul popolo, su tutti quelli che riconoscono in Dio Padre il loro Signore, il loro Maestro, ed in Gesù Cristo suo Figlio il loro Salvatore; su tutti quelli che lo onorano nel grande Sacramento dell’amore.

Così il Santissimo Sacramento sia il sole della luce, della vita, della felicità, per tutti i popoli dell’Austria e così si perpetui ciò che così bene risuona nel vostro inno popolare: «Il sole di Dio risplende in pace, sopra un’Austria felice».

Non vi posso descrivere l’applauso che è scoppiato quando l’Em. rappresentante del Papa ha finito di parlare.

Sedato l’applauso prese la parola il Vescovo di Namur, Mons. Heylen, che comunicò che il prossimo Congresso avrà luogo dal 24 al 27 aprile 1913 a Malta, ed a nome dei congressisti ringraziò il Legato Pontificio tra applausi fragorosi.

Poscia venne cantato il Te Deum Laudamus in tutte le lingue e fu intuonato l’Inno Imperiale.

Tra l’uno e l’altro inno risuonò il saluto cristiano del Presidente: Sia lodato Gesù Cristo, a cui tutta l’adunanza, cioè 30.000 bocche, rispose: In eterno, amen.

Il Congresso si chiuse colla Benedizione Apostolica, impartita da Cardinale Legato e coll’inno festivo: Grosser Gott, wir loben Dich!

Il grande ricevimento alla Hofburg.

Vienna, 15. — Alla Hofburg (Palazzo Imperiale) ebbe luogo ieri sera un solenne ricevimento in onore dei Congressisti.

Erano presenti S. M. l’Imperatore, tutti gli Arciduchi e le Arciduchesse, i Cardinali, Arcivescovi e Vescovi, i Ministri e le cariche di Corte e dello Stato, tutte le autorità municipali, tutta l’aristocrazia della capitale, e numerosissimi altri invitati.

Si può cale Ilare che erano in circa 3000 persone.

Le signore erano in ricchissime a «toilettes».

Erano pure presenti il Conte Berchtold colla signora.

Il Cardinale Van Rossum fu festeggiatissimo. L’Imperatore lo felicitò ripetutamente per lo splendido esito